Il 1° aprile 2025 è avvenuto il cambio della base genetica riguardo l’indice Produzione Funzionalità Tipo (gPFT), che si aggiorna an- nualmente e il Genetic Total Performance Index (gTPI), che si ag- giorna ogni 5 anni. Questo fondamentale cambiamento permetterà di valutare il potenziale genetico degli animali da latte.
Il gPFT è progettato per promuovere non solo la produttività, ma anche il benessere degli animali e la sostenibilità delle pratiche di allevamento. Con il cambio di base che è avvenuto, ci si aspetta che l’indice venga aggiornato per riflettere le capacità degli alleva- tori di selezionare animali con caratteristiche desiderabili.
L’aggiornamento del gTPI non solo riflette le ultime scoperte scien- tifiche e le tecniche di selezione, ma rappresenta anche un passo cruciale verso l’ottimizzazione delle caratteristiche produttive e riproduttive della popolazione bovina. L’aggiornamento del gPFT, insieme al gTPI, rappresenta un’opportunità per gli allevatori di ot- timizzare le loro strategie di selezione e contribuire a una popola- zione bovina più sana e produttiva. In questo articolo, esploreremo le implicazioni di questo cambiamento, i criteri che hanno guidato la revisione e come gli allevatori possono adattarsi a queste nuove informazioni per migliorare le loro pratiche di selezione.



Quando si calcolano gli indici genetici, l’obiettivo principale è quello di valutare il merito genetico di ogni animale e presentarlo in modo che possa essere confrontato con la media della popolazione. Per fare ciò, viene utilizzato un gruppo di riferimento, soli- tamente composto dagli animali nati in un determinato anno. Se questa base non venisse aggiornata periodicamente, nel giro di alcuni decenni tutti gli animali sembrerebbero avere indici positivi elevati a causa del miglioramento genetico della razza nel tempo, distorcendo la reale valutazione degli individui.
Per evitare questo problema, ogni Paese adotta un metodo di aggiornamento della base genetica. Negli Stati Uniti, ad esempio, l’aggiornamento avviene ogni cinque anni con un sistema di “aggiustamento graduale della base”. Attualmente, la base genetica si basa sulle vacche nate nel 2015, ma con le valutazioni di aprile 2025 si passerà a una base composta dalla media delle vacche nate nel 2020. L’idea è quella di selezionare animali con valutazioni genetiche consolidate, offrendo così un punto di riferimento più stabile. Un altro metodo, utilizzato da Paesi come il Canada e la Gran Bretagna, è l’“aggiustamento mobile della base”, che pre- vede un aggiornamento annuale. Il vantaggio di questo approccio è che gli animali sopra la media mantengono costantemente indici positivi, mentre quelli sotto la media hanno indici negativi, semplificando l’interpretazione dei dati.
L’ideale sarebbe che il progresso genetico procedesse in modo regolare, evitando fluttuazioni improvvise negli indici genetici degli animali. Questo si verifica principalmente nei caratteri produt- tivi delle razze con ampie popolazioni, mentre nelle razze con un numero più limitato di animali potrebbero verificarsi variazioni più marcate di anno in anno. Per migliorare la stabilità, alcuni Paesi, come il Canada e il Regno Unito, adottano una base più ampia, includendo vacche nate in un intervallo di anni (ad esempio, 2018-2020) anziché in un solo anno.
In alcuni Paesi, la base per la valutazione dei caratteri produttivi può essere diversa da quella uti- lizzata per i caratteri morfologici. Quando si tratta di conformazione, il confronto può diventare più complesso, poiché l’influenza di un toro dominante potrebbe modificare il profilo morfologico me- dio della razza. Ad esempio, negli ultimi anni si è notato che molti animali presentano arti più dritti e capezzoli più corti rispetto agli standard desiderabili. Spostando la base genetica dalle femmine nate nel 2015 a quelle nate nel 2020, si rischia di considerare queste caratteristiche indesiderate come la nuova norma, portando a interpretazioni fuorvianti.
Alcuni suggeriscono di non aggiornare la base per questi caratteri o di introdurre fattori di aggiu- stamento che permettano di confrontare gli indici con uno standard desiderabile anziché con la media attuale della razza. In Canada e nel Regno Unito, si utilizza una base di vacche per i carat- teri produttivi, mentre per la conformazione si adotta una base di tori nati in un arco di dieci anni, garantendo maggiore stabilità.
Nei Paesi Bassi, la base genetica viene aggiornata annualmente con gli indici di aprile, includendo vacche nate nel 2020. Anche la Germania ha adottato un aggiornamento annuale fino al 2024, ma successivamente ha introdotto un sistema di aggiornamento ancora più dinamico, ricalcolando la base tre volte l’anno. Questo metodo, basato su vacche di età compresa tra 4 e 6 anni con dati fenotipici disponibili, garantisce una rappresentazione più aggiornata della popolazione.
Ogni Paese presenta gli indici genetici confrontandoli con la media della popolazione locale. Tut- tavia, la posizione di un animale all’interno della razza tende a cambiare nel tempo, poiché il miglioramento genetico porta alla riduzione progressiva degli indici relativi. Questo fenomeno è visibile nel TPI (Total Performance Index) degli Stati Uniti: ad esempio, il toro O-Man, che 20 anni fa aveva un indice latte di +1090 libbre, nel 2025 risulterà a circa -1090 libbre. Tuttavia, il suo TPI complessivo rimane stabile grazie all’inserimento di fattori di aggiustamento che compensano il cambiamento della base.
L’adozione di basi mobili nei sistemi di valutazione genetica consente di evitare variazioni improvvise e di riflettere il progresso gene- tico in modo più coerente. Gli indici degli animali più giovani iniziano più alti e diminuiscono gradualmente con l’introduzione di nuovi soggetti più performanti. Nei Paesi con aggiornamenti meno frequenti, invece, le variazioni risultano più marcate. Con la prossima revisione della base negli Stati Uniti prevista per aprile 2025, si prevede un incremento medio di 750 libbre di latte, 45 libbre di grasso e 30 libbre di proteine, dimostrando l’evoluzione genetica della razza e il continuo miglioramento delle sue prestazioni produttive.